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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.

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martedì, 30 ottobre 2007

SI CAMBIA POSTAZIONE

Dopo l'ennesima volta che splinder fa capricci, la sottoscritta decide di cambiare piattaforma.
Il Tempo delle Farfalle si frasferisce
QUI.
Vi aspetto TUTTI! :-)
Dunque, se per puro caso avevate il mio link tra i preferiti, ricordate di cambiarlo! :-D
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 30, 2007 16:36 | link | commenti (5)
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domenica, 28 ottobre 2007

La Nutella è l'oppio delle culone

Oggi parlavo con un amico che mi diceva di apprezzare le donne in carne (una standing ovation per lui!), ne è nata,così, una discussione sui modelli della tv, sulle taglie nei magazzini, sulle donne che decidono di mettersi a dieta e via dicendo.
Mentre chiacchieravamo mi è venuta in mente Geppi Cucciari, che personalmente adoro, ed un suo sketch... GUSTATEVELA!




postato da: elisewinfox alle ore ottobre 28, 2007 00:55 | link | commenti
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sabato, 27 ottobre 2007

... e se arriva minacciosamente l'imprevisto





Ci sono dei giorni in cui ti programmi minuziosamente il tuo relax.
Chiami gli amici, perché alla Feltrinelli c’è nel pomeriggio Giovanni Allevi, che a te è tanto simpatico con quei capelli buffi,  quell’incredibile talento, ed allora vuoi andarlo a vedere.
Ti organizzi il dopo Allevi, una birra in un locale dove fanno buona musica.
Ti vesti bene, curi i particolari, Allevi è Allevi, meglio farsi carine, non per lui, ma ci sono “certe situazioni” dove ti va di andare più curata e non con il solito jeans sdrucito.
Calcoli l’orario per arrivare da casa tua alla Feltrinelli, basta prendere la metro una mezz’ora prima.
Insomma tutto pronto, esci da casa e vai.
Ed ecco che non calcoli l’imprevisto.
Non calcoli che mentre stai per salire sulla metro, un vecchietto che ha un passo strano, veloce e ravvicinato, quasi come un robottino a cui qualcuno ha dato la carica, sta scendendo nello stesso momento.
Tu sali, lui con quel buffo passo scende.
Lo vedi mentre stai varcando l’ingresso, lui non si smuove e continua a camminare con quel suo passo veloce, breve, e strano. Continua imperterrito, continua su di te.
Non fai in tempo a scostarti, che lui, robottino programmato per sfondare qualunque resistenza incontri lungo il suo percorso, continua a camminare, veloce, ravvicinato, strano, sempre più vicino, più vicino, più vicino, e tu stai per scostarti, ma lui ti è addosso, ed inizia a spingerti fuori, e mentre, nella frazione di secondo, ti domandi come fa sto vecchiettino più piccolo e mingherlino di te a spingerti fuori, ti ritrovi con il tuo piede infilato tra il vagone della metro ed il marciapiede dei binari, e la gamba ti finisce giù incastrata, mentre il vecchiettino (li mortacci sua!)che ti ha spinto, ormai t’ha superato imperterrito e tu sei spalmata a terra KO e soprattutto con la gamba incastrata.
Ecco, come un imprevisto ti può far perdere una grande serata, e ti fa ritrovare con un ginocchio livido, gonfio ed ovviamente dolorante.
Fortuna che avevo gli stivali, che mi hanno un minimo protetto la gamba e me l’hanno immobilizzata nella caduta, se no era rotta, a quest’ora.
Fortuna che la metro non è partita, se no la gamba a quest’ora non c’era più.
Fortuna che ero incastrata, perché se avessi potuto, con uno scatto felino, avrei acchiappato il vecchiettino per i piedi e l’avrei trascinato volentieri con me a terra!!!
Tra lo spavento ed il dolore, sono anche riuscita a formulare, con orgolio, questo pensiero: “Ah però.. la dieta sta facendo effetto se la mia gamba s’è riuscita ad infilare in questa fenditura!”
Ho provato stoicamente a raggiungere Allevi, ma il dolore ha avuto il sopravvento, e sono ritornata a casetta mia.
Ecco, come un imprevisto, sotto forma di vecchietto robottizzato, può sovvertire tutti i tuoi programmi… Ce vò pacienza... e 'nu cuorn'contro 'o maluocchio!
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 27, 2007 01:14 | link | commenti
categorie: pensée, una vita precaria, i super fox
giovedì, 25 ottobre 2007

Legge Levi-Prodi

Dal Blog di Beppe Grillo:

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Ricardo_Franco_Levi.jpg

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

Firmate questa petizione on line
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 25, 2007 00:17 | link | commenti
categorie: politica, mondo blog, mass media, censura, mobilitiatazione, una vita precaria
mercoledì, 24 ottobre 2007

Venezia è un pesce



Venezia è per me una città magica, profondamente empatica.
Ho avuto la fortuna di visitarla un anno fa con un veneziano, che mi ha fatto da cicerone, il che mi ha permesso di perdermi tra calli, campielli , attraversare ponti, gustare odori e colori senza timore di non ritrovare la strada giusta.
Perché è così che bisogna visitare Venezia. Bisogna lasciarsi trasportare dalle emozioni, camminare tanto e viverla.
Il girarla con un veneziano, mi ha anche permesso di vivermi una Venezia poco turistica.
Mangiammo in una locanda molto rustica ed economica, evitammo la folla prendendo calli isolate… insomma, fu tutto perfetto!
Solo dopo quel fine settimana, lessi (in piena crisi d’astinenza da quella città) una guida molto particolare su Venezia.
Si chiama: Venezia è un pesce, di Tiziano Scarpa.
Il titolo, ovviamente, deriva dalla forma a sogliola della città, e la consiglio davvero a tutti coloro che vogliono visitare questa stupenda città, o a chi l’ha visitata ed un po’ gli manca.
Citando la recensione del libro:

“…Dunque, suggerisce Scarpa - sulle orme di un certo Calvino -, vi è una Venezia esperita dai piedi, una agognata dal cuore, una patita dal naso e dalle gambe, una bramata dalle mani ecc. Questo nella prima parte. La seconda, invece, propone un'antologia di esercizi letterari aventi Venezia come oggetto: in buona parte si tratta di scritti dello stesso autore, con la piacevole aggiunta di un brano, tradotto dallo stesso Tiziano Scarpa, di Guy de Maupassant, e di un testo inedito di Diogo Mainardi. L'intermezzo, infine, offre una rassegna bibliografica delle opere letterarie a cui l'autore, nella prima parte, ha fatto riferimento.
Rivolgendosi a una graziosa candidata turista, Scarpa propone una guida, un manuale di orientamento pratico, quotidiano e immediato in cui c'è posto per aneddoti personali o popolari e per curiosità varie; l'opera, insomma, è apparentemente estranea alla mitologia più o meno decadente di cui sappiamo. Ma ciò che colpisce è, tuttavia, proprio la dimensione mitologica del libro.
Tiziano Scarpa, nato e cresciuto a Venezia, ritrae Venezia come un organismo primitivo e avvolgente, materno: e misterioso, come ogni origine. Venezia è un pesce, "è dalla notte dei tempi che naviga". Come si può non vedere nell'immagine del pesce mitologico quella del mare, cioè dell'origine - materna per definizione? L'origine, qui, è la salvezza perché mette in atto il nostro desiderio di perderci, di smarrirci, di confonderci. "Il primo e unico itinerario che ti suggerisco ha un nome. Si intitola: A caso. Sottotitolo: Senza meta". Si tratta di smarrirsi, di perdersi, di girovagare senza uno scopo, senza un perché, lasciandosi risucchiare in questo organismo originario. "La salvezza viene dall'origine", afferma l'autore; in essa non v'è "nessun Minotauro" - "nessun mostro acquattato che aspetta di divorare la propria vittima". Si tratta, evidentemente, del sogno di chi si è allontanato, di chi è partito. Coloro che restano, quasi sempre, hanno sogni diversi….”


Il ricordo di Venezia mi è venuto in mente stasera, perché gironzolando nell’etere ho trovato nel blog di Personalitaconfusa, questo post:  “Venezia: guida tascabile in 30 secondi”, che vi consiglio come lettura, perché dice cose verissime ed in maniera molto ironica.
A Venezia ho lasciato il mio cuore, questa città è davvero una delle MERAVIGLIE del mondo.
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 24, 2007 00:52 | link | commenti (3)
categorie: libri, pensée, meraviglie del mondo
martedì, 23 ottobre 2007

E' FACILE SMETTERE DI FUMARE...

Questo libro




Fa SMETTERE di fumare.

Io l’ho letto e non fumo più.
Va bene, raccontiamo le cose come stanno veramente.
Avevo già intenzione di smettere, ci voleva solo la molla giusta, capire alcuni ingranaggi che sono dietro la sigaretta, smantellare alcune sovrastrutture che ci sono, per poi decidere definitivamente di spegnere l’ultima sigaretta.
Io avevo già smesso, una volta, di fumare, per tre anni, sempre dall’oggi al domani, sempre con enorme sforzo (sia chiaro) ma dopo tre anni avevo ripreso, perché ero rimasta legata psicologicamente alla sigaretta.
Mi mancavano alcune sigarette della giornata, mi mancava il cameratismo che a volte si crea tra fumatori, mi mancava alcune volte come valvola di sfogo.
Così dopo tre anni, in cui comunque la sigaretta mi era mancata, capitò il periodo più stressante, e ricominciai… prima con qualche tiro, poi con una sigaretta, poi con qualche sigaretta in più, per poi ritornare a fumare il pacchetto al giorno, o anche di più.
Ma non stavo bene.
Avevo asma, avevo la tipica tosse del fumatore, dipendevo fisicamente e psicologicamente dal pacchetto di sigarette, soprattutto, ora che fumare è vietato quasi ovunque, era diventato stressante frequentare locali, concerti etc...
Così il giorno del mio compleanno, mio fratello mi ha regalato questo libro, dicendo che anche lui l’aveva letto ed aveva smesso di fumare.
Mentre lo leggevo andavo sempre più in ansia, ansia di dover smettere, ansia di non riuscire a farlo, ansia che sia troppo difficile ecc.. ma contemporaneamente, già leggendolo le sigarette mi facevano più schifo, non vedevo l’ora di finirlo per togliermi sto dente e buttare le sigarette, non perché non le desiderassi, ma perché mi rendevo conto che fumando facevo una grande fesseria insultavo la mia intelligenza e danneggiavo la mia salute.
Ho seguito scrupolosamente le istruzioni del libro, ed ho spento l’ultima sigaretta quando l‘ ho finito di leggere e da domenica scorsa non fumo.
Non dico che è facile, ma si può riuscire.
Ci sono fumatori che non hanno voglia di smettere, dicono che il fumo gli piace.
Anche io ero tra quelli.
Il discorso è che un fumatore è un DROGATO, un TOSSICODIPENDENTE. La sua droga si chiama NICOTINA,  le industrie del tabacco lo sanno, e fanno di tutto per aumentare la dipendenza dalle sigarette, nonostante i danni alla salute.
Lo Stato mette divieti di fumo, ma guadagna circa il 60% dalla vendita delle sigarette.
A tal proposito consiglio un'inchiesta di Report che trovate qua sotto l'azzeccato nome di "Ipocrisia di Stato".
Dunque, al fumatore piace fumare.
CAZZATA!
Al fumatore NON piace fumare, il  fumatore NON può fare a meno di fumare perché è UN DROGATO.
Le sigarette che si gustano di più quali sono?
La prima sigaretta del mattino, per esempio… cioè esattamente dopo un periodo di astinenza di sei, sette ore, quelle di sonno; il fisico BRAMA NICOTINA.
Oppure dopo un viaggio in treno, oppure all’uscita del cinema, oppure dopo pranzo… in pratica le sigarette che AMIAMO di più sono quelle che si fumano dopo un periodo di NON FUMO FORZATO, cioè in crisi d’astinenza, le altre le fumiamo, ma quasi non ce ne accorgiamo.
La sigaretta rilassa.
CAZZATA! ( in parte )
Rilassa perché mette fine all’astinenza. Quando siamo sotto stress fumiamo di più, perché? Perché pensiamo che la sigaretta rilassi. In realtà, alleviamo i sintomi di astinenza e quindi sottraiamo allo stress di una situazione lo stress dell’astinenza e quindi ci sentiamo sollevati dalla sigaretta. Ma in realtà la sigaretta non è che ci risolve il problema che c’ ha causato stress, semplicemente allevia i sintomi d’astinenza da NICOTINA, ed a noi sembra ci rilassi.
Ma supponiamo che noi NON FOSSIMO FUMATORI, non avremmo bisogno di fumarci quella sigaretta per affrontare lo stress di una situazione. L’affronteremmo e basta senza sigaretta, che non è la soluzione ai problemi, ma solo il mezzo per avere la dose momentanea di NICOTINA.
Smettere di fumare fa aumentare la fame.
VERO, ma è gestibile.
Lo smettere di fumare, crea un senso di vuoto a livello orale, ci sembra di avere appetito, in realtà sono sintomi d’astinenza. Sintomi d’astinenza che io sentivo anche quando fumavo!
Esattamente, anche quando fumavo avevo sempre un certo appetito.
Funzionava così, avevo durante il giorno appetito, smangiucchiavo qualcosa e poi m’accendevo la sigaretta.
Oppure prendevo un caffè, sempre per quella sensazione di “vuoto” che provavo e poi accendevo una sigaretta.
Dunque, il vuoto è generato dalla NICOTINA, che una volta in circolo scende poi facilmente di livello, e quindi il fumatore ne desidera altra, per tenere i livelli alti nel sangue da bravo DROGATO qual è.
Dunque, io mi saziavo non perché smangiucchiavo qualcosa, ma perché dopo m’accendevo “una salutare”  sigaretta e quindi placavo la FAME DI NICOTINA piuttosto che quella di cibo.
La NICOTINA nuoce alla salute.
Vero,anche se più che la nicotina, a far male sono le sostanze con cui sono trattate le sigarette, che se da un lato aumentano la dipendenza dall'altro sono altamente cancerogene, e se guardate la puntata di Report che ho segnalato sopra, vi renderete conto quanto NOI CONSUMATORI siamo presi in giro dalle industrie del tabacco e dallo stato!
Il fumatore si dice anche, e me lo dicevo anche io, che qualche sigaretta non fa male, che tanto viviamo in una società così inquinata che non sarà il tabacco ad ammazzarci.
Probabilmente è vero, non saranno le sigarette a farci morire di cancro ai polmoni, ma di sicuro non aiutano una situazione già difficile per la nostra salute.
E se anche qualche sigaretta non fa poi tanto male, il problema è che la NICOTINA è una DROGA, è difficile fumare poche sigarette, capiterà sempre il periodo in cui per un motivo o per un altro ne fumeremo di più, il nostro corpo si abituerà a quei livelli di nicotina e ne cercherà ancora, ed ancora, ed ancora, sino a chiedere un pacchetto, due pacchetti al giorno.
Allora perché rischiare anche con poche sigarette al giorno?
Il titolo del libro dice che “è facile smettere di fumare se sai come farlo”…
Questa affermazione è in parte vera e non vera.
E’ vero, spegni l’ultima sigaretta e sopravvivi senza surrogati di nicotina, e quindi se vogliamo da questo punto di vista è facile.
E’ anche vero che più passano i giorni e più ti “dimentichi” di aver FAME di NICOTINA.
Ma NON FUMARE è DANNATAMENTE DURA!
Continuo a farlo, e non ho intenzione di ricascarci…GIURO, ma è DURA!
Ci sono giorni in cui daresti le testate al muro, perché ti capitano situazioni del cavolo e vorresti accenderti una sigaretta.
Poi fai mente locale e ti rendi conto, che il tuo è solo il “ricordo” di una sensazione piacevole che provavi, data poi dall’astinenza da nicotina, ma che se t’accendessi quella sigaretta, ora come ora, per prima cosa non ti piacerebbe il sapore, e per seconda cosa ti sentiresti uno schifo perché hai fallito in una decisione che hai preso liberamente e consapevolmente, cioè quella di SMETTERE di DROGARTI.
Si guarda con commiserazione una persona che si fa d’eroina, e si pensa che con quello che si sa oggi sulla dipendenza da questa droga, chi inizia è un FESSO, un debole, o un autolesionista, gli stessi pensieri vanno rivolti ad un fumatore, perché la NICOTINA è UNA DROGA, l’unica ad essere legalizzata, tra l’altro.
Legalizzata perché poi? Semplicemente perché non ti rende pericoloso per la comunità, ma lo sei per te stesso quando fumi.
Dunque, puoi ammazzarti e far guadagnare lo stato. Non è considerata una droga perché non altera la percezione della realtà, ma SICURAMENTE crea DIPENDENZA.
Mi sono domandata se ora come ora mi infilerei una siringa in vena, e mi sono risposta inorridita di NO.
Allora perché accendermi una sigaretta che è l’equivalente legale dell’eroina, per danni che porta alla salute e per la dipendenza fisica che crea?
I sintomi d’astinenza sono molto meno forti di quelli dell’eroina, assolutamente, ma per questo la NICOTINA è una DROGA molto più subdola e pericolosa, perché non spaventa quanto l’eroina, ma a lungo termine, fa MOLTI più MORTI.
Penso che questo libro, possa aiutare, chi decide di smettere di fumare.
Penso che il fatto che ripeta spesso gli stessi concetti serva a fare una sorta di lavaggio del cervello, che si oppone a quello che ci fanno le industrie del tabacco, e lo stato, per invogliarci a spendere i nostri soldi a discapito della nostra salute ed a favore delle LORO tasche.
Penso, però, che per prima cosa si debba voler smettere di fumare e, molto probabilmente, se siete dei fumatori ed avete letto fino a questo punto le mie riflessioni, o avete intenzione di comprare il libro, anche solo per curiosità, un po’ la voglia di uscire dalla DIPENDENZA da NICOTINA l’avete già, sta a voi farla fruttare...
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 23, 2007 21:58 | link | commenti (7)
categorie: libri, pensée, nicotina e caffè
venerdì, 19 ottobre 2007

padre - figlia

Del tempo in cui ero bambina, ricordo spesso un’immagine.
Io e mio padre che passeggiavamo.
Lui avanti a me, mani incrociate dietro la schiena, che camminava silenzioso a passo veloce, ed io dietro di lui, piccola, gracile che cercavo di stargli dietro.
Le mani di mio padre, incrociate dietro la schiena, erano ad altezza dei miei occhi, le guardavo, ma non le ho mai prese, né lui me le ha mai offerte durante le passeggiate.
Da quel ricordo sono passati forse trenta anni.
Oggi passeggiavo con mio padre, che mi aveva accompagnato da un medico amico suo, e mi è tornato in mente quel ricordo di bambina.
Oggi ero io che camminavo avanti, e lui, invecchiato, stentava a starmi dietro.
Eppure il carattere non l’ha mai cambiato.
Sempre così duro, sempre così freddo.
I ruoli oggi erano invertiti. Io passeggiavo avanti, e lui indietro, ma sempre senza parlarsi, senza sfiorarsi, sempre senza mani che trovano altre mani.
Riavvicinamenti li ho provati nel corso di questi trenta anni. Ma non puoi lottare con un muro di gomma, a volte devi solo accettare le persone, rassegnarti e sperare che quello che recita il testo di una canzone di Claudio Lolli, che mi fa piangere ogni volta che l’ascolto o la leggo, non ti accada mai.






Quando la morte avrà,
addolcito un po' il tuo viso
che tante volte già
mi aveva intimorito,
e tu mi chiederai un ultimo sorriso,
un gesto di pietà
che avrai non meritato.
Quando la morte avrà
allentato un po' le braccia
che tante volte già
mi avevano piegato
e tu ricercherai
i miei capelli la mia faccia
per farmi la tua prima
ed ultima carezza.

Allora ti amerò
allora quando avrai
la tenerezza che
non hai avuto mai.
Allora ti amerò
ma tu non lo saprai
e per tutti e due sarà
troppo tardi ormai.

Quando la morte avrà
fatto abbassare gli occhi
che tante volte già
mi avevano ferito
col disprezzo di chi
non ha mai chiesto aiuto
e tutto ciò che ha
se lo è costruito.
Quando la morte avrà
disperso i tuoi discorsi
che tante volte già
mi avevano mentito
e la sincerità
del tuo nuovo silenzio
potrà farmi scordare
di averti mai sentito.

Allora ti amerò
allora quando avrai
l'umiltà che
non hai avuto mai.
Allora ti amerò
ma tu non lo saprai
e per tutti e due sarà
troppo tardi ormai.

Quando la morte avrà
scacciato la paura
che per tutta la vita
ti è stata concubina
e avrà fatto di te
il più grande di noi
l'eroe che si rallegra
della guerra vicina.
Quando la morte avrà
sconfitto il compromesso
cui la meschinità
ti aveva condannato
e il lampo dei tuoi occhi
si mostrerà contento
di vivere da uomo
almeno un momento.

Allora ti amerò
allora quando avrai
il coraggio che
non hai avuto mai.
Allora ti amerò
ma tu non lo saprai
e per tutti e due sarà
troppo tardi ormai.
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 19, 2007 14:59 | link | commenti (4)
categorie: testi, pensée, una vita precaria, i super fox, una canzone per ogni occasione
martedì, 16 ottobre 2007

L'inno del nuovo Partito Democratico

postato da: elisewinfox alle ore ottobre 16, 2007 14:34 | link | commenti (4)
categorie: politica, una canzone per ogni occasione
venerdì, 12 ottobre 2007

Adesioni

Anche se in questo periodo sono poco ispirata nello scrivere cose mie, vi segnalo due post IMPORTANTI.

Il primo lo trovate sul Blog di Alex : AIDAA (Associazione Italiana Difesa  Animali e Ambiente).
Ed invito TUTTI a partecipare se è possibile a questa iniziativa di AIDAA, anche facendola girare via mail.

Il secondo sul Bog A.I.U.T.O.: Se bruci la monnezza,la monnezza sei tu.
 A cui aderisco anche io con un banner.
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 12, 2007 15:24 | link | commenti (5)
categorie: ambiente, mondo blog, appelli umanitari, appelli animalisti, mobilitiatazione
lunedì, 01 ottobre 2007

La vacanza del cane PIGRO

Premessa (la solita): le foto che seguiranno sono di pessima qualità, ma rappresentano comunque una documentazione significativa della vacanza del cane PIGRO.

L’Abruzzo è una regione bellissima, gli abitanti, anche se dalle prime sembrano abbastanza scorbutici, quando si accorgono che resterai con loro per parecchio tempo, riescono anche a sciogliersi un po’ ed a salutarti con un sorriso.
Il viaggio dell’andata, vedeva me, il cane PIGRO ed una marea di bagagli (una quantità sproporzionata per una persona sola con cane, ma mi ero portata davvero di tutto, dai farmaci per il cane PIGRO, ai suoi giochini, alle sue copertine, alla sua brandina, ad un lettore cd per me con a seguito intera discografia casalinga, ad una serie di libri di lettura e di studio etc…) nella mia PRIDE CAR, uno scassone, che grazie a Dio, c’ha portato sani e salvi a destinazione sia all’andata che al ritorno.
Rivisondoli è bellissima, in tutte le stagioni, solo che nel periodo in cui sono andata io, era deserta.
Penso che se avrò incontrato in media 5 persone al giorno (compreso di negozianti) è anche troppo.
Hanno un ritmo di vita che noi ci sogniamo, e che a dirla tutta a me stressa di più del caos della città… che ci volete fare, sono Napoletana, e sono abituata allo smog, al caos, alla folla… vivere un week and in tranquillità totale è bellissimo, viverci quindici giorni è da impazzire.
Gli amici, che sentivo per telefono, mi dicevano: “ Dai, hai tempo per scoprire te stessa!”
Punto uno, chi vi dice che debba scoprire me stessa, mi conosco abbastanza bene, non ho bisogno di una solitudine “forzata” per conoscere me stessa. Punto secondo, in questi giorni ho rischiato di scoprire non solo me stessa, ma due, tre, quattro me stesse, se ci restavo ancora qualche giorno, sarei tornata con una personalità multipla, perché pur di chiacchierare con qualcuno, mi sarei sdoppiata, triplicata, quadruplicata volentieri… ora comprendo perfettamente Gollum, che parlava con il plurale maiestatis quando si riferiva al suo tessssssoro!
Quindi, dopo i primi giorni in cui ho apprezzato il rumore delle foglie che cadono, ed i colori dell’autunno che noi di città abbiamo dimenticato...



Il colore di un cielo azzurro e limpido



Il paese di Rivisondoli, all’imbrunire, che somiglia ad un presepe



Una luna piena, bella da togliere il fiato, in un cielo che s’illumina per il suo chiarore e non per i lampioni accesi



Ecco, dopo aver apprezzato la natura, il tempo di un fine settimana, sarei volentieri tornata alla mia città, con tutti i suoi lati negativi, ma invece sono rimasta là per altri tredici giorni…
Giorni in cui, la vera vacanza l’ha fatta il cane PIGRO.

Il primo approccio con le passeggiate nel bosco, è stato strano.
Girava sentendo gli odori nuovi, ma di avere abitudini canine allo stato brado, non se ne parlava proprio!
Piuttosto che stendersi nel prato, voleva sedersi sulla panchina!



Poi, piano piano, ha preso confidenza con la natura ed ha iniziato un po’ per fame (lo tenevo come al solito a dieta) ed un po’ per curiosità, a nutrirsi d’erba.



Ha iniziato a voler scorazzare libero nel verde, e persino a riportare il bastone quando glielo lanciavo!



Per godersi (due secondi dopo, perché è PIGRO anche in montagna) una pausa, questa volta stravaccato tra le foglie.



Un giorno, ha anche sentito il richiamo di lontani antenati lupi abruzzesi, ed ha assunto una posa fiera e diciamocelo, cor’ e mammà, BONA!



Per poi tornare, una volta a casa, a pretendere le comodità casalinghe.



Dunque, la VERA vacanza l’ha fatta lui!
Anche se, a dire il vero, tutta quella solitudine l’ha sentita anche lui, nemmeno un cane da incontrare lungo la strada con cui prendere questioni territoriali è dura.
Ma ora siamo tornati e credo che sia felice anche lui.
Alla fine è vero, gli manca il bosco e l’aria buona, ma gli ultimi giorni si scocciava anche lui di gironzolare per il paese, finita la passeggiata nel bosco, voleva ritornare a casa, pensava: “ma che ci andiamo a fare per il paese, non c’è NESSUNO… che palle!!!” Invece qua, come esce di casa può prendersela con i bambini rompiscatole, con i cani del quartiere, fare i bisogni vicino al negozio attaccato al mio palazzo, il cui proprietario odia i cani.
Insomma, non c’è niente da fare, nell’animo, anche lui è "persona" di città!
postato da: elisewinfox alle ore ottobre 01, 2007 22:51 | link | commenti (3)
categorie: ambiente, pensée, una vita precaria, i super fox, pride car